Lettera

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Durante un incontro di preghiera abbiamo riflettuto su questa lettera scritta da suor Rita della comunità Rut e vogliamo condividerla con voi: Lettera aperta inviata a rappresentanti delle Istituzioni politiche e della ChiesaOggi la festività di Cristo Re pronuncia per me e per tutti noi una Parola che ci inquieta, ci tormenta e ci chiama inesorabilmente in causa mettendoci tutti con le ‘spalle al muro’, smascherando le tante nascoste paure, le troppe assurde ipocrisie, le continue vergognose menzogne che reciprocamente ci affidiamo, illudendoci di fare la verità e di cercare il bene comune. Oggi questa Parola, incarnata nel nostro contesto territoriale e negli eventi dolorosi che in esso si sono e si stanno verificando, fa salire in me una fiamma ardente di indignazione.Con orientamenti e scelte politiche volutamente e accuratamente preparati, quali l’imminente approvazione in Parlamento, che sta avvenendo nel grande silenzio di troppi, tra cui la Chiesa, del cosiddetto “pacchetto sicurezza”, nel quale emerge il ‘nemico’: l’immigrato, lo straniero, il povero, il diverso da combattere, da controllare o meglio da eliminare, ci viene impedito di esercitare il nostro diritto di vivere semplicemente il Vangelo. Ci viene impedito di incarnare, con coscienza libera e matura, quella parola di vita che Dio ha affidato a tutti, in particolare ai suoi prediletti,  i poveri: “Ero affamato e mi avete dato da mangiare, ero forestiero e mi avete accolto, ero malato…. Venite benedetti del Padre mio” (Mt 25, 31…). Quello che è avvenuto nel nostro territorio, in particolare a Castel Volturno, la mattanza di cittadini italiani e stranieri per mano della camorra ci ha addolorate e scosse profondamente. Ma quello che ora sta avvenendo fa crescere in me un incontenibile sussulto di dolore e di indignazione. Si resta senza parole di fronte a proposte e ad azioni politiche messe conseguentemente in campo quali la richiesta indecente, fatta da alcuni esponenti politici della zona, di chiudere il Centro Fernades gestito dalla Caritas Diocesana di Capua e l’azione repressiva voluta e concordata, a dire del primo cittadino, con il Ministro dell’Interno che ha portato, dopo un blitz, all’alba, delle Forze dell’Ordine, allo sgombero e all’inagibilità dell’American Palace con la conseguente deportazione di un numero consistente di cittadini migranti. Non importa se c’erano donne e bambini, non importa se c’erano tanti poveri lavoratori a giornata, sottopagati e sfruttati, non importa se c’erano solo persone che hanno avuto l’unica sfortuna di nascere al di là del mare, in una terra ricca ma che non riesce ad essere madre per i suoi tanti figli perché impoverita e devastata da noi occidentali perchè abbiamo bisogno di conservare i nostri tanti privilegi. Come cittadina e come religiosa tali azioni mi indignano e mi inquietano. Ma noi possiamo ancora dirci cristiani? Quale progetto culturale sta abitando i nostri comportamenti, le nostre scelte e le nostre azioni? Quale futuro per il nostro Paese?Non sono una idealista, ma nessuno mi può rubare il diritto di sognare. “I dream”… sogno che un giorno bianchi e neri, italiani e stranieri, ricchi e poveri imparino a sedersi attorno all’unica mensa, a guardarsi in volto e a condividere insieme il pane della vita. Non sono ‘di parte’, ma nessuno mi può impedire di scegliere e di impegnarmi caparbiamente ogni giorno, insieme a tanti altri,  di stare dalla parte delle scelte fatte da Cristo. Non sono una che vive fuori dalla realtà, fuori dalla storia; so cosa significa ‘sporcarsi’ le mani  per diventare ‘compagnia’ di tante persone, di tante donne, violate nella loro dignità e costruire con loro percorsi di liberazione e di vero riscatto; so cosa vuol dire abitare il territorio e sentire e accogliere il peso che sta diventando dramma per tanti anziani, per tante famiglie, per tanti giovani tutti resi più poveri e insicuri da questa crisi che sta attanagliando anche il nostro Paese. Il vero nemico da combattere non è l’immigrato ma un sistema perverso che ha ‘legalizzato’ le tante e dilaganti forme di ingiustizia, di pre-potenza, di corruzione e di egoismo nel nostro Paese che sta producendo, inesorabilmente, sempre più poveri, sempre più ‘Lazzari’ a mendicare. E dall’altro versante un accumulo sfacciato di ricchezza e di beni in mano a pochi, che sono sempre troppi. Dentro questa logica pervasiva c’è il tradimento del Vangelo e della vita: “sono venuto perché tutti abbiano vita e questa in abbondanza” (Gv 10,10).Allora, vi prego, lasciateci rivendicare il diritto di essere e di vivere da cittadine/i oneste/i, lasciateci rivendicare il solo diritto di vivere semplicemente il Vangelo della vita e della speranza. Il tempo di Avvento che ci viene incontro, grazie all’impegno di tutti, sia per tutti noi un tempo di sincera apertura e di vero cambiamento. Con viva speranza, un cordiale saluto.                                                                     Caserta, 23 novembre 2008   Suor Rita Giaretta e Sorelle Comunità Rut insieme ai tanti volontari ‘sognatori’

Racconto di Natale

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C’era una volta una pecora diversa da tutte le altre. Le pecore, si sa, sono bianche; lei invece era nera, nera come la pece.Quando passava per i campi tutti la deridevano, perché in un gregge tutto bianco spiccava come una macchia di inchiostro su un lenzuolo bianco: «Guarda una pecora nera! Che animale originale; chi crede mai di essere? ».Anche le compagne pecore le gridavano dietro: «Pecora sbagliata, non sai che le pecore devono essere tutte uguali, tutte avvolte di bianca lana?».La pecora nera non ne poteva più, quelle parole erano come pietre e non riusciva a digerirle.E così decise di uscire dal gregge e andarsene sui monti, da sola: almeno là avrebbe potuto brucare in pace e riposarsi all’ombra dei pini. Ma nemmeno in montagna trovò pace. «Che vivere è questo? Sempre da sola!», si diceva dopo che il sole tramontava e la notte arrivava.Una sera, con la faccia tutta piena di lacrime, vide lontano una grotta illuminata da una debole luce. «Dormirò là dentro » e si mise a correre. Correva come se qualcuno la attirasse.«Chi sei?», le domandò una voce appena fu entrata.«Sono una pecora che nessuno vuole: una pecora nera! Mi hanno buttata fuori dei gregge».«La stessa cosa è capitata a noi! Anche per noi non c’era posto con gli altri nell’albergo. Abbiamo dovuto ripararci qui, io Giuseppe e mia moglie Maria. Proprio qui ci è nato un bel bambino. Eccolo!».La pecora nera era piena di gioia. Prima di tutte le altre poteva vedere il piccolo Gesù.«Avrà freddo; lasciate che mi metta vicino per riscaldarlo!».Maria e Giuseppe risposero con un sorriso. La pecora si avvicinò stretta stretta al bambino e lo accarezzò con la sua lana.Gesù si svegliò e le bisbigliò nell’orecchio: «Proprio per questo sono venuto: per le pecore smarrite!».La pecora si mise a belare di felicità. Dal cielo gli angeli intonarono il «Gloria».

AUGURI

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“Se voi accogliete un uomo come un uomo o come un fratello non vi verrà altro che del bene, se voi lo accogliete con riserva e mettete una certa bandiera, e vi volete difendere da lui, preparate la disgrazia per voi. Quindi accogliete, e abbiate rispetto dell’altro, del diverso, di colui che magari ci contrasta. Il contatto con un altro uomo, specialmente se un uomo diverso per razza, costumi, religione, è un contatto che non ci può lasciare indifferenti, non ci può lasciare come eravamo prima di quel contatto. Ci deve trasformare, altrimenti ha sempre in sè un germe di conflittualità, non è spirito di pace, non è spirito di vera fraternità umana e tantomeno carità cristiana.”

dal discorso di G. Dossetti a Craviago del 13/02/1988

Natale: metti in circolo il tuo amore!

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Sabato  20 dicembre davanti al piazzale della chiesa di Stella di Monsampolo, in occasione della raccolta viveri, verrà allestita la tenda della solidarietà come punto di raccolta e sostegno ai progetti missionari dell’associazione. Grazie a tutti per la collaborazione e partecipazione!!!   

Tesseramento 2009

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Venerdi 19 Dicembre presso la cappellina di Casa S. Maria  ci incontriamo per pregare assieme e  al termine verranno consegnate le tessere 2009 a tutti i soci Superfac. Vi aspettiamo!!!