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		<title>20 Maggio incontro formativo</title>
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		<pubDate>Fri, 18 May 2012 16:28:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bostik</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Domenica 20 Maggio vi aspettiamo presso Casa Beato Bernardo ad Offida per un incontro con i volontari sul tema del volontariato e motiva
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Domenica 20 Maggio vi aspettiamo presso Casa Beato Bernardo ad Offida per un incontro con i volontari sul tema del volontariato e motiva</p>
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		<title>Un amico un fratello</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Mar 2012 08:04:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ieri improvvisamente ci ha lasciato un grande amico, un fratello, un compagno di avventure, una guida. Tutti quanti lo ricordiamo con la sua forza e la sua vitalità. Siamo vicini a Francesca e a tutta la Famiglia.
Roby ci mancherai.

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri improvvisamente ci ha lasciato un grande amico, un fratello, un compagno di avventure, una guida. Tutti quanti lo ricordiamo con la sua forza e la sua vitalità. Siamo vicini a Francesca e a tutta la Famiglia.</p>
<p>Roby ci mancherai.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-medium wp-image-351  aligncenter" title="roby_rossi" src="http://www.superfac.org/home/wp-content/uploads/2012/03/roby_rossi-285x300.jpg" alt="roby_rossi" width="285" height="300" /></p>
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		<title>Incontro di formazione 26 Febbraio 2012</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Feb 2012 14:13:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bostik</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Domenica 26 Febbraio 2012 sieti invitati alle ore 16,30 presso il locale parrocchiale di Stella di Monsampolo all&#8217;incontro formativo organizzato dall&#8217;associazione Superfac! Tutti sieti invitati a partecipare&#8230;è una possibilità di condivisione  e di crescita reciproca!
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Domenica 26 Febbraio 2012 sieti invitati alle ore 16,30 presso il locale parrocchiale di Stella di Monsampolo all&#8217;incontro formativo organizzato dall&#8217;associazione Superfac! Tutti sieti invitati a partecipare&#8230;è una possibilità di condivisione  e di crescita reciproca!</p>
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		<title>Domenica 15 Gennaio</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Jan 2012 08:59:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bostik</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Domenica 15 Gennaio dalle ore 16,30 alle ore 18,30 siete invitati all&#8217;incontro di formazione per i volontari del Superfac presso il locale parrocchiale di Colli del Tronto. Vi aspettiamo!!!
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Domenica 15 Gennaio dalle ore 16,30 alle ore 18,30 siete invitati all&#8217;incontro di formazione per i volontari del Superfac presso il locale parrocchiale di Colli del Tronto. Vi aspettiamo!!!</p>
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		<title>La Madonna del latte</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Dec 2011 14:08:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bostik</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[di Angelo Casati * 
Arrivo ogni anno a Natale con il fiato corto. Ma anche, e forse ancor più, con il fiato sospeso.
Il fiato corto è fiato di fatica. Fatica a reggere. Il fiato sospeso è fiato di contemplazione. Di occhi sgranati. Il fiato lo sospendi o lo trattieni perché neppure il più esile fruscio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><span style="font-size: 10pt;">di Angelo Casati<strong> *</strong></span><em><strong><span style="font-size: 12pt;"> </span></strong></em></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt;">Arrivo ogni anno a Natale con il fiato corto. Ma anche, e forse ancor più, con il fiato sospeso.</span><br />
<span style="font-size: 10pt;">Il fiato corto è fiato di fatica. Fatica a reggere. Il fiato sospeso è fiato di contemplazione. Di occhi sgranati. Il fiato lo sospendi o lo trattieni perché neppure il più esile fruscio possa violare l&#8217;incantamento.</span><span style="font-size: 10pt;"> Penso al fiato sospeso nella grotta della nascita. Penso al fiato sospeso di Maria, fiato delle mani che toccano e non toccano il bambino. Era suo o non era suo? Baciava, ma solo sfiorando.</span><span style="font-size: 10pt;"> Penso al fiato sospeso di Giuseppe.. Quel bambino era da proteggere, quella moglie, ragazza madre, era da custodire. E teneva il fiato. Capiva e non capiva.</span><span style="font-size: 10pt;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt;">Fiato sospeso, fiato caldo di una grotta che ogni anno veniamo a visitare. Ma perché dura questo nostro fiato ancora oggi sospeso, ancora oggi caldo? Perché dopo il migrare di generazioni e generazioni nella storia?</span><span style="font-size: 10pt;"> Perché Dio ha visitato la nostra terra, ha cancellato la distanza. Facendosi carne: &#8220;il Verbo si è fatto carne&#8221;.</span><span style="font-size: 10pt;"> E si gridò allo scandalo e non poteva non succedere. Scandalo e buona notizia, evangelo.</span><span style="font-size: 10pt;"> Ma se non patisci lo scandalo, se l&#8217;evento non ti lascia con il fiato sospeso, non è vero Natale.</span><span style="font-size: 10pt;"> Sarai come tanti cristiani che, a protezione di scandalo, pensano che Gesù fosse un po&#8217; uomo e un po&#8217; no, che toccasse la terra e non la toccasse. E invece no. La toccava, era fatto di terra. Come noi. E il bambino si attaccava al seno, come i nostri bambini. Un Dio che ha bisogno di latte.</span><span style="font-size: 10pt;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt;">Ti dirò che per me Natale fu anche un pomeriggio di fine novembre quando entrai in una casa di piazza Bernini, una delle tante case ospitali di questo avvento. Notai un attimo di esitazione sul volto della mamma. &#8220;Nicoletta&#8221; mi disse &#8220;sta allattando il bambino&#8221;, ma subito la vidi affacciarsi nella sala con il suo bimbo che le succhiava il seno. Gli occhi erano bellissimi e felici. Come gli occhi di una Madonna.</span><span style="font-size: 10pt;"> La mente mi corse quella mattina alle raffigurazioni della Madonna del latte. &#8220;Una Madonna da nascondere&#8221; così il titolo di un libro di uno scrittore lecchese, Natale Perego, che parla di questa iconografia della Madonna che ebbe la sua massima fioritura a cavallo tra il quattrocento e il cinquecento, registrando poi una progressiva costante emarginazione quasi fosse un soggetto religioso sconveniente, imbarazzante, da accantonare.</span><span style="font-size: 10pt;"> Si preferì dare a Maria gesti e movenze che forse mai le appartennero e velare invece un gesto che di certo fu suo. Ma ritenuto troppo umano, troppo terrestre, quasi un eccesso di incarnazione.</span><span style="font-size: 10pt;"> Il bambino che succhiava il seno di Nicoletta mi riportò al cuore la Madonna del latte, ora in esilio nell&#8217;iconografia religiosa. Ma non solo. In esilio, mi sembra di capire, anche nella spiritualità, legata per lo più alle mani giunte e molto meno, quasi mai, a un seno che allatta. Quasi un processo di disincarnazione, di disumanizzazione. Di Dio e della spiritualità. E di conseguenza un attentato alla buona notizia. Di un Dio che tocca la terra ed è nutrito dalla terra.</span><span style="font-size: 10pt;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt;">Più volte, andando per case in questa lunga vigilia di Natale, entrando, osservando, ascoltando, mi è passato e ripassato nel cuore il sospetto che al Dio dell&#8217;incarnazione, al Dio che prende casa si stia rispondendo con una religione fuori dalle case, fuori da ciò che accade nella casa e nel cuore. Con documenti e interventi nati nei palazzi freddi e lontani e non nell&#8217;inquieta vita delle donne e degli uomini del nostro tempo, fuori da una vera appassionata frequentazione della loro vita.</span><span style="font-size: 10pt;"> E si ripropone la distanza. Proprio là dove buona notizia era che la distanza era stata cancellata.</span><span style="font-size: 10pt;"> </span></p>
<p><span style="font-size: 10pt;">Forse è per questo che mi sembra di cogliere sempre più nell&#8217;aria che respiriamo un invito urgente e forte: ritornate a fare come faceva lui, Gesù, lui non era l&#8217;uomo delle piazze, le piazze odorano di esibizione. Era l&#8217;uomo delle strade, dove ci si fa compagni di viaggio, compagni delle domande della vita, scrutatore di volti, delle tristezze e delle gioie dei volti. Lui uomo delle case: &#8220;Oggi voglio fermarmi in casa tua&#8221;. E a tavola lo trovi con i pubblicani e i peccatori.</span><span style="font-size: 10pt;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt;">Entrando nelle case, osservando ascoltando, avverto e misuro con sgomento tutta la distanza che per colpa nostra si è ricreata tra il Verbo e la carne dell&#8217;umanità.</span><span style="font-size: 10pt;">Penso sia venuta l&#8217;ora, e sia questa, in cui si debba riprendere con serietà e coraggio la via che il Verbo facendosi carne ci ha lasciato. Meno esternazioni e più condivisione delle speranze e delle gioie, dei drammi e delle sofferenze delle donne e degli uomini del nostro tempo.</span><br />
<span style="font-size: 10pt;"> </span></p>
<p><span style="font-size: 10pt;">*L&#8217;intervento è tratto da “Fiato sospeso fiato caldo”, in Sussulti di speranza, edizioni Ancora, 2009</span></p>
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		<title>Tutto è dono</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Dec 2011 13:58:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bostik</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Tutto è dono e ogni dono
trova il suo compimento
soltanto quando
viene ricevuto
con gratitudine!
David Steindl Rast
Fa&#8217; della tua vita una porta aperta e il sogno di Dio fiorirà, si dilaterà sulla terra. E la bellezza della vita troverà, ancora una volta, dimora in mezzo a noi».

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">Tutto è dono e ogni dono</p>
<p style="text-align: center;">trova il suo compimento</p>
<p style="text-align: center;">soltanto quando</p>
<p style="text-align: center;">viene ricevuto</p>
<p style="text-align: center;">con gratitudine!</p>
<p style="text-align: center;"><em>David Steindl Rast</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>Fa&#8217; della tua vita una porta aperta e il sogno di Dio fiorirà, si dilaterà sulla terra. E la bellezza della vita troverà, ancora una volta, </em><em>dimora in mezzo a noi».<br />
</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Stand natalizi solidali</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Dec 2011 13:57:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bostik</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Pensa ad un dono solidale&#8230;. 
vieni a trovarci: 

Domenica 11 dicembre &#8211; Parrocchia di Stella  di Monsampolo  dopo la S. Messa delle ore 11
 Domenica 18 Dicembre -Casa S. Maria dopo le S.Messe.

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong>Pensa ad un dono solidale&#8230;. </strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>vieni a trovarci:</strong> </p>
<ul>
<li><strong>Domenica 11 dicembre &#8211; </strong>Parrocchia di Stella  di Monsampolo  dopo la S. Messa delle ore 11</li>
<li> <strong>Domenica 18 Dicembre</strong> -Casa S. Maria dopo le S.Messe.</li>
</ul>
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		<title>Incontro di formazione</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Dec 2011 13:51:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bostik</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Domenica 11 Dicembre alle ore 16,30 presso il palazzetto dello sport  di Pagliare del Tronto ci sarà un incontro di formazione in preparazione del Natale. Ogni socio e chiunque è interessato può partecipare!! 
Vi aspettiamo numerosi
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Domenica 11 Dicembre alle ore 16,30 presso il palazzetto dello sport  di Pagliare del Tronto ci sarà un incontro di formazione in preparazione del Natale. Ogni socio e chiunque è interessato può partecipare!! </p>
<p>Vi aspettiamo numerosi</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Camminando s&#8217;apre cammino</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Nov 2011 11:12:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bostik</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Inoltriamo l&#8217;invito della piccola fraternità di Porto San&#8217;Elpidio: siamo tutti invitati ad un incontro di condivisione e riflessione in occasione dell&#8217;anniversario della morte di Charles de Foucauld, animato da fratel Tommaso dei piccoli fratelli del Vangelo.
DOMENICA 27 NOVEMBRE 2011 ORE 16,30
 PRESSO LA PARROCCHIA DI SAN PIO X
PORTO SANT&#8217;ELPIDIO -VIA CALABRIA 14
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Inoltriamo l&#8217;invito della piccola fraternità di Porto San&#8217;Elpidio: siamo tutti invitati ad un incontro di condivisione e riflessione in occasione dell&#8217;anniversario della morte di Charles de Foucauld, animato da fratel Tommaso dei piccoli fratelli del Vangelo.</p>
<p style="text-align: center;">DOMENICA 27 NOVEMBRE 2011 ORE 16,30</p>
<p style="text-align: center;"> PRESSO LA PARROCCHIA DI SAN PIO X</p>
<p style="text-align: center;">PORTO SANT&#8217;ELPIDIO -VIA CALABRIA 14</p>
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		</item>
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		<title>mi è piaciuto e lo giro&#8230;.</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Oct 2011 09:21:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Resy</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando vado e torno dal lavoro, in auto ascolto la radio.
Il cd non funziona da tempo,
quindi per cercare accenni di musica o di idee discrete, faccio zapping.
E naturalmente trovo un po&#8217; di tutto.
Da Brahms ai Baustelle, da Padre Livio a Pannella.
Qualche settimana fa ogni radiogiornale terminava con la notizia
che a breve sarebbe caduto sulla Terra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando vado e torno dal lavoro, in auto ascolto la radio.<br />
Il cd non funziona da tempo,<br />
quindi per cercare accenni di musica o di idee discrete, faccio zapping.<br />
E naturalmente trovo un po&#8217; di tutto.<br />
Da Brahms ai Baustelle, da Padre Livio a Pannella.<br />
Qualche settimana fa ogni radiogiornale terminava con la notizia<br />
che a breve sarebbe caduto sulla Terra un satellite artificiale<br />
e che i frammenti avrebbero potuto non disintegrarsi completamente<br />
nell&#8217;atmosfera e quindi colpire qualcuno o qualcosa.<br />
Gli esperti ragionavano sulla percentuale di probabilità che ciò avvenisse<br />
sul suolo patrio. L&#8217;1% era ritenuta una cifra ragionevole e con ciò<br />
si sottintendeva, credo,<br />
che l&#8217;italiano medio poteva ritenersi quasi al sicuro:<br />
poteva insomma continuare ad andare a far la spesa,<br />
portare a spasso il cane, giocare a pallone,<br />
senza doversi rifugiare in casa<br />
o munirsi di ombrelli in acciaio e kevlar.<br />
I sopra citati, sono discorsi che si fanno chiaramente per riempire i<br />
minuti di programmazione e per alleggerire le cronache.<br />
Eppure in tempi di crisi,<br />
anche i piccoli segni possono assumere un valore più ampio,<br />
e tutto può diventare metafora.<br />
Ed il fatto che si ragioni sulla percentuale di probabilità<br />
che un frammento di satellite ci cada in testa,<br />
somiglia vagamente alle quotidiane discussioni intorno ai pronostici<br />
che dall&#8217;alto economisti e politici<br />
calano sulle nostre teste e sul nostro futuro.<br />
Ovviamente ogni buon padre di famiglia, nella nostra cultura,<br />
ha l&#8217;obbligo morale di essere previdente, di farsi i conti in tasca,<br />
di saper leggere non solo i segni dei tempi<br />
ma anche le prospettive economiche future ed attrezzarsi<br />
di conseguenza e per ogni evenienza,<br />
per il bene proprio e della sua famiglia.<br />
Ma in tempi di crisi, pare che tale legittima preoccupazione<br />
diventi il punto su cui far leva per suscitare e definire<br />
paure e chiusure. E&#8217; un po&#8217; il concetto di guerra dei poveri.<br />
Ciò che conta è la conservazione del perimetro del mio cortile,<br />
indipendentemente o addirittura a spese di ciò che mi circonda,<br />
case, strade, ponti e persone.<br />
Cada pure il satellite, ciò che conta è che cada altrove.<br />
Il problema è che tali paure e chiusure nel tempo diventano<br />
cultura, modo di pensare e di agire, modo di crescere.<br />
E come per ogni paura umana,<br />
accade che sia immediato assorbirla e complesso liberarsene.<br />
Così come le paure che ci portiamo dietro dall&#8217;infazia:<br />
fanno parte di noi, ci condizionano,<br />
ma spesso non ce ne ricordiamo neppure l&#8217;evento scatenante,<br />
non ce ne spieghiamo le ragioni.<br />
E&#8217; normale che in tale constesto lo straniero faccia paura.<br />
E&#8217; normale, ma è più complicato accorgersene,<br />
che dallo straniero all&#8217;estraneo il passo sia breve.<br />
E che dunque dopo lo straniero cominci a far paura<br />
tutto ciò che è sconosciuto, differente, e soprattutto problematico.<br />
La paura chiama a difesa l&#8217;imperativo categorico della normalità,<br />
e sopravvive meglio chi si adatta meglio.<br />
Si tolgono le prostitute dalle strade, ma non ho letto di proteste<br />
contro il sistema di sfruttamento di protettori, affittuari<br />
e compagnia bella.<br />
Si bada a svolgere pedissequamente il programma scolastico,<br />
con l&#8217;illusione che qualche individualità migliore si salvi da quei<br />
microcosmi ribollenti di inquietudini, solitudini, tensioni e assenze<br />
che sono ormai le classi.<br />
Si sgomita per una scrivania un po&#8217; più spaziosa al lavoro,<br />
e non si conosce il senso del proprio lavoro,<br />
si sgomita per non perdere tempo:<br />
per il parcheggio e per il turno nella fila,<br />
e si smarrisce proprio in questa corsa il valore del tempo che passa.<br />
Si ha paura della fine del mondo,<br />
probabilmente perché non si pensa alla propria.</p>
<p>Facendo zapping alla radio<br />
ho però anche scoperto che a Sarajevo, prima della guerra,<br />
nelle case ortodosse e cattoliche era sempre pronta,<br />
per gli ospiti di religione islamica,<br />
una pentola che non aveva mai toccato carne di maiale.<br />
E se per il satellite tutte le metafore che ho svolto<br />
sono senza dubbio forzate,<br />
questa pentola di Sarajevo di metafore è invece colma.<br />
Perché la pentola è uno spazio del cuore,<br />
è lo spazio che ognuno ha in serbo per l&#8217;altro,<br />
per la diversità indubitabile dell&#8217;altro,<br />
se crediamo davvero che ognuno sia unico e irripetibile.<br />
E&#8217; quello spazio che la paura mette a tacere,<br />
occupandolo con le proprie cose,<br />
e che invece la libertà allarga,<br />
arricchendolo di ogni incontro e di ogni emozione.<br />
La pentola è la pienezza propria del vuoto,<br />
è il silenzio da cui nasce la musica,<br />
è quel vuoto pieno di possibilità di riempirsi,<br />
pieno di futuro, di spirito provvidenziale, di novità.<br />
E&#8217; l&#8217;otre nuovo che accoglierà vino nuovo.</p>
<p>Alla prossimità della festa di tutti i santi,<br />
accosto il pensiero di andare a scovare questa pentola,<br />
di tenerla sempre pronta, pulita, ordinata sulla credenza.<br />
Forse di questi tempi, un poco di santità sta anche nel preoccuparsi<br />
meno per i frammenti di satelliti che possono caderci in testa<br />
e più per l&#8217;amico e l&#8217;estraneo che, atteso o inaspettato,<br />
accoglieremo alla nostra mensa.</p>
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